L’odontoiatria conservativa è la branca dell’odontoiatria che si occupa di curare la carie e riparare i denti danneggiati, e conservare per quanto possibile tutta la struttura dentaria residua. Ripara i danni provocati per lo più dalla carie, ma anche da fratture o da anomalie di forma e colore, restituendo ai denti una corretta funzionalità ed estetica.
Ciò è possibile attraverso tecniche dirette e indirette.
Che cos’è e come si fa a curare la carie
La carie è un processo distruttivo dei tessuti duri dei denti (smalto e dentina) causata dall’accumulo di placca batterica. I tre fattori indispensabili sono determinate specie cariogene (in particolare lo steptococco mutans) un adeguato apporto di zuccheri e il tempo.
Grazie agli zuccheri i batteri possono moltiplicarsi e produrre degli acidi che sciolgono lentamente lo smalto del dente. Questo è inizialmente un processo lento che dura anche molti anni poiché lo smalto è un tessuto duro e resistente. Una volta però che la carie lo ha attraversato può aggredire la dentina, lo strato più interno che costituisce la struttura vera e propria del dente, e diffondersi con estrema rapidità.
Sintomi della carie
Inizialmente la carie si forma senza dar luogo a una sintomatologia particolare. Via via che progredisce si cominciano ad avvertire i primi sintomi della patologia, generalmente legati a stimoli fisici quali il caldo e il freddo e a stimoli chimici quali gli acidi e gli zuccheri. Se non c’è tempestività nel curare la carie, la sintomatologia si aggraverà fino a provocare una dolorabilità molto acuta, diffusa a tutta l’emiarcata dentaria senza che si riesca a distinguere con esattezza il dente dolorante. Il processo poi si evolve passando da una fase infiammatoria a una necrotica.
Terapia e prevenzione della carie
Per curare la carie si esegue una terapia che passa attraverso la rimozione dei tessuti interessati dalla carie con strumenti meccanici e/o manuali e l’otturazione con apposito materiale della cavità provocata dal processo carioso. Nel caso che sia già iniziato il processo infiammatorio della polpa si dovrà procedere alla sua disinfezione oppure, nel caso non sia possibile conservarla, alla sua asportazione completa. La prevenzione della carie consiste nella corretta igiene orale, le cui regole sono semplici ma efficaci: la pulizia dei denti dopo ogni pasto (al massimo entro 20 minuti) con un uso corretto dello spazzolino (movimento verticale dalla gengiva alla parte terminale del dente), l’uso del filo interdentale, la sostituzione periodica dello spazzolino, le visite dentistiche ogni 4-6 mesi. Può risultare utile a livello di prevenzione un’integrazione a base di fluoro prima che il processo di mineralizzazione dei denti sia completato (generalmente entro i dodici anni).
Otturazioni e ricostruzioni
Le tecniche dirette (otturazioni e ricostruzioni) sono eseguite in genere in un’unica seduta. La carie viene completamente rimossa e l’elemento dentario è ricostruito con delle resine composite direttamente nella bocca del paziente.
I compositi sono stati una grande rivoluzione in odontoiatria, prima di essi le otturazioni potevano essere solamente eseguite in oro o in amalgama di argento.
Nonostante fossero materiali molto affidabili, l’estetica raggiungibile era inficiata dal colore del restauro che nulla aveva a che vedere con il dente. I compositi e gli adesivi utilizzati x farli aderire al dente residuo sono evoluti fino ad arrivare a prodotti con caratteristiche eccezionali in termini di estetica, valori di adesione e biomimetica.
L’amalgama era estremamente rigida e non poteva legarsi al dente, era perciò necessario limare ulteriore dentina sana sul fondo della cavità per poterla rendere ritentiva. Il risultato, nel tempo, era il formarsi di incrinature poiché l’otturazione funzionava come un cuneo sotto i carichi masticatori; a lungo andare il dente poteva fratturarsi e ciò spesso avveniva in maniera irrecuperabile.
I compositi hanno invece caratteristiche di maggiore elasticità e durante la masticazione seguono le minime deformazioni della struttura dentale residua. Inoltre grazie all’adesione è possibile rimuovere solamente la zona cariata con un intervento estremamente mininvasivo.
L’estetica ottenibile da un operatore esperto con i compositi attuali è elevatissima consentendo un perfetto mimetismo del restauro con la superficie dentale dove è stato applicato.
Gli intarsi
Le tecniche indirette di ricostruzione di un dente comprendono intarsi e faccette.
Gli intarsi sono corone parziali necessarie a ripristinare gli elementi dentali posteriori (premolari e molari) particolarmente distrutti. Anziché limare completamente il dente per incapsularlo, se è disponibile una quantità sufficiente di smalto, è possibile ricreare solo la parte andata persa.
Sono necessari in genere 2 passaggi: nella prima seduta viene rimossa la carie ed eseguita una prima otturazione (build-up) che è poi limata per poter ottenere un intarsio con spessori uniformi di circa 2 mm. Viene poi presa un’impronta e il paziente è dimesso con un’otturazione provvisoria.
L’odontotecnico crea in laboratorio il restauro con estrema precisione e cura dell’anatomia dentale utilizzando i materiali più all’avanguardia. Nella seconda seduta l’intarsio è cementato adesivamente (incollato) ottenendo lo stesso risultato estetico e funzionale di una corona completa ma con un maggior risparmio sia biologico che economico.
Il materiale con cui sono prodotti può essere o ceramica o composito, sarà il clinico e indicare la soluzione più adatta in base alla situazione da restaurare.
Le faccette
Le faccette dentali sono lamine sottilissime di ceramica di circa 0,6 mm, come delle ”lenti a contatto”, che vengono attaccate sulla superficie dei denti attraverso cementi adesivi. La sostanza dentale asportata è molto ridotta o nulla con resa estetica eccellente. Con le faccette si possono correggere anche diastemi (gli spazi eccessivi fra dente e dente), denti fratturati e malformati e tutto questo spesso con pochissime e comode sedute.
L’intervento
Tutti gli interventi di conservativa sono svolti o con anestesia locale o, quando possibile, senza nemmeno bisogno dell’anestesia. Il comfort operativo è aumentato dall’uso della diga. Questa è un sottile telino di gomma che circonda i denti e impedisce che tutto ciò che viene usato possa andare in bocca. Il grande vantaggio è che il campo operatorio, dove noi lavoriamo, rimane sempre asciutto dalla saliva che altrimenti metterebbe a rischio l’adesione e l’indurimento dei compositi! L’impressione che ha il paziente è che l’intervento avvenga al di fuori della propria bocca, può così rilassarsi e, non di rado, ….addormentarsi!




